DISEREDARE UN FIGLIO E’ POSSIBILE?

I rapporti umani si sa, non sempre sono semplici e neppure i legami familiari sono esenti dall’insorgenza di conflitti, anzi, talvolta, più di altri contesti, divengono il covo di dissapori talmente forti da incidere irrimediabilmente sui predetti rapporti.

Oltre all’aspetto umano, detto logorio sovente va ad incidere sull’aspetto economico dei soggetti coinvolti e lo fa attraverso lo strumento dell’eredità. Tale istituto giuridico prevede che alla morte di un soggetto, il suo patrimonio ereditario venga trasferito nella titolarità giuridica di un altro soggetto, suo erede per l’appunto.

E se un genitore in ragione dei dissapori con il proprio figlio decidesse di estromettere quest’ultimo dall’asse ereditario? La legge glielo consentirebbe?

Il nostro ordinamento con all’art. 463 del Codice Civile disciplina la figura dell‘indegno, intendendosi per esso il figlio che si sia macchiato di condotte talmente gravi da rendere lecito da parte del genitore l’esclusione dall’eredità. Tuttavia il legislatore ha individuato ipotesi tassative che devono configurarsi al fine della dichiarazione di indegnità: 1) l’uccisione o il tentato omicidio del genitore, 2) la commissione di un danno nei confronti del genitore da cui derivi l’applicazione delle norme sull’omicidio, 3) la denuncia nei confronti del genitore di un fatto punito dalla legge con l’arresto o con la reclusione non inferiore nel minimo a tre anni se a posteriori si scopre che la denuncia era calunniosa o la testimonianza resa a a sostegno di detta accusa era falsa, 4) l’induzione del genitore, con dolo o violenza, a fare, revocare o mutare un testamento o impedirgli di farlo, 5) la soppressione, alterazione o occultamento del testamento, 6) la firma di un testamento falso.grandpa 1772036 1920 Avvocato Pamela Mariotti a Olbia

La gravità delle ipotesi menzionate così come i limiti della libertà del testatore che, per legge, nel disporre delle sue ultime volontà deve preservare il diritto degli eredi legittimi, induce taluno a porre in essere in vita degli atti di disposizione dei propri beni in modo da spogliarsi di essi e rendere inesistente il proprio patrimonio ereditario.

Di solito, per non lasciare l’eredità ai parenti, si è soliti donare o vendere in vita tutto il proprio patrimonio. Le donazioni, però, possono essere impugnate dai legittimari che siano stati privati delle quote loro spettanti per legge per ottenere la restituzione della parte di patrimonio loro negata dal testamento.

Altra stratagemma frequentemente usato da chi non vuole lasciare l’eredità ai parenti provvede a vendere tutti i propri beni. La vendita, infatti, non è revocabile perché presuppone un corrispettivo a titolo di prezzo per l’acquisto ed è quest’ultimo a finire in successione. Il fatto però è che molto spesso si tratta di vendite simulate, dove un corrispettivo non viene mai corrisposto o, se corrisposto, è irrisorio.

Insomma, il legislatore è intervenuto a disciplinare i più disparati aspetti della vita, sta a noi utilizzare lo strumento migliore volto a tutelare i nostri diritti, nel rispetto di quelli altrui.

Questo articolo ha un commento

  1. Alberto

    Da anni mia figlia si è allontanata da me impedendomi la frequentazione con i miei nipoti. Nessuna festività mai trascorsa insieme e nessun aiuto economico nonostante le mie difficoltà derivanti da malattia. Come posso escluderla dal mio testamento?

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